Oltre Confine

La finestra sul cortile

2 Apr , 2020  

Ha la mente acuta e brillante  la “nostra” Giulia Mugianesi.  Dico nostra perchè fa parte della “squadra” di educatori che collabora con il nostro Istituto.

E’ giovane ma è già un’artista che ha mostrato segni inequivocabili del suo talento e si è ritagliata un successo notevole tra gli appassionati d’arte.

Da autodidatta – è laureata in psicologia – ha studiato disegno e tecnica pittorica e si è ispirata all’opera di Caravaggio, di Rembrandt, degli Espressionisti e dei Simbolisti fino alla nuova figurazione di maestri contemporanei. A sostegno della campagna  #iorestoacasa, Giulia  ha pensato ad un progetto singolare e molto significativo.

Si è immedesimata in L.B.Jeffries, il protagonista de “La finestra sul cortile” interpretato nel celebre film dall’immenso James Stewart, l’uomo costretto su una sedia a rotelle per una frattura alla gamba riportata in un incidente di lavoro, che annoiato per la forzata e lunga inattività, passa il tempo a osservare i suoi vicini di casa, servendosi di un binocolo.

«Forse un po’ tutti, annoiati dall’inaspettata inattività di queste settimane che si protrae, ci siamo affacciati alla finestra ad osservare i vicini – dice Giulia Mugianesi – le auto ferme, i passanti furtivi, i paesaggi immobili . Forse un po’ tutti ricorderemo quello spazio fuori che ci ha fatto compagnia attraverso la finestra di casa che affaccia sul cortile». Ed allora la trentacinquenne artista chiaravallese ha pensato ad una sorta di raccolta di memorie. «Il titolo è quello, “La Finestra sul Cortile” – dice la Mugianesi – e chi vuole può inviarmi in privato o all’indirizzo giulia.mugianesi@gmail.com, uno scatto dalla propria finestra. Io vorrei disegnarli tutti. Così ho lanciato sui social l’idea a cui molte persone, dall’Italia e dall’estero, stanno rispondendo con entusiasmo da giorni. L’obiettivo è creare un progetto comune che parte dalla memoria individuale ed arriva a creare la memoria collettiva di un periodo in cui l’intero paese è chiamato ad un isolamento sociale difficile ed inaspettato. Credo che ora più che mai l’arte possa sollevare gli animi, certamente il mio, e permetterci di sognare già adesso l’immaginario possibile in cui tutto sarà solo un ricordo».

Gianluca Fenucci

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