Lavagne e Corridoi

Pedicure ai senzatetto

10 Apr , 2015  

ph: Angelica Zingaro

ph: Angelica Zingaro

Piccoli gesti che portano la bellezza nel mondo e così lo salvano

All’inizio, mentre quella donna parlava, e io ero impegnata nella mia pratica, quel certo fastidio iniziale che provavo nel toccare i suoi piedi si trasformava in una sensazione del tutto naturale. I piedi erano come le sue mani, chiedevano aiuto. La mia è stata un’esperienza emozionante, alle prese con la cura di quel corpo abbandonato da tutti.

Chi parla è una delle studentesse che frequentano la sezione Estetista del corso per Operatori del benessere all”Istituto professionale di Ancona “Podesti-Onesti”. Mi spiega che la sua è stata un’esperienza di solidarietà attiva collettiva a favore delle ospiti della struttura della mensa di padre Guido: Abbiamo offerto un trattamento estetico sul corpo trascurato di quelle donne. Un corpo simile a quello di tante, troppe persone povere, che non riescono neanche a trovare il tempo per pensare di tagliarsi le unghie, spalmarsi una crema idratante tra le dita, mettersi lo smalto. Vivono della solidarietà dei volontari di associazioni come la Caritas. E quindi pensano a ben altro, a ciò che ritengono essenziale per una vita dignitosa”.

La mensa di Padre Guido di Ancona è una struttura di accoglienza emergenziale per chi vive in povertà, gestita dalle Suore Francescane della Carità e da un folto gruppo di volontari. Il centro fornisce pasti a tutti coloro che ne hanno bisogno e mette a disposizione alcuni posti letto per donne che hanno subito violenza e che affrontano situazioni di disagio. E’ a loro che le “studentesse del benessere” hanno offerto trattamenti di cura per le mani, i piedi e i capelli.E mentre era in corso la relazione di cura, si parlava con quelle particolarissime clienti della vita e delle loro realtà esistenzialmente nude e difficili.

Dove vivrebbero queste donne e i loro figli se non ci fosse una struttura del genere ad Ancona?
L’estetista interagisce necessariamente con gli altri, ma in questo caso la relazione costituisce non solamente un viaggio dentro altre culture ed esperienze, ma anche dentro se stessi. Ci si augura che le “studentesse del benessere” tornino presto in azione, con le loro mani delicate ed esperte mosse dal cuore.

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