Lavagne e Corridoi

Cic anche per il corso Ipsia col dott. Pennacchioni

15 Lug , 2015  

“Servizio utile, ma lo psicologo non può sostituirsi alla famiglia”

Il Centro informazione e consulenza attivo nella scuola denominato Cic, oltre che negli orari in cui è presente la dott.ssa Piergigli, (ricordate il nostro articolo “Una mano dal Cic per una scuola più serena”?) è attivo anche il martedì dalle 9 alle ore 11 con il dott. Paolo Pennacchioni, psicologo di formazione rogersiana  disponibile all’ascolto attivo degli alunni del corso Ipsia dell’Istituto “Podesti-Onesti” di Ancona. Perché un doppio servizio di sostegno psicologico nella nostra scuola? Per una forma di delicatezza verso l’utenza più “difficile” del corso, come avveniva quando i due indirizzi erano separati anche fisicamente, perché si trovavano in due sedi diverse, ciascuna con un proprio supporto psicologico. Incontriamo il dott. Pennacchioni nel Centro diurno di Palombina, la struttura che coordina e di cui va orgoglioso, dove si occupa principalmente di dipendenze.

Ci racconta di aver iniziato a lavorare nel 1990, nel vecchio Ipc ”Podesti”, che si trovava in via della Montagnola (quartiere Piano), quando la frequenza di utenza al suo servizio era altissima. Ciò perché erano per lo più donne a frequentare i corsi e spesso la psiche femminile, almeno per motivi culturali, è più portata all’introspezione. Quest’anno il dott. Pennacchioni è a servizio degli studenti del corso professionale grazie al coordinamento e all’intermediazione della prof.ssa Gambelli, insegnante referente del progetto Cic dell’Ipsia. Ha incontrato tutti gli alunni delle classi prime in gruppetti di due o tre soggetti per volta fino ad esaurimento, per poi tenere incontri su richiesta di singoli. “Ho invitato anche i genitori dei ragazzi e delle ragazze delle classi prime, ma nessuno si è mai presentato per chiedere una consulenza”, ci dice, parlandoci poi di “difficoltà di comprensione della lingua e della cultura italiana da parte delle famiglie dei suoi utenti, che si sommano alle difficoltà economiche”. Ritiene utile il suo servizio per gli studenti? “Utile? Utile sì, efficace no. E’ troppo poco. Come intervento può servire per presentare il servizio come punto di riferimento, per sapere che c’è”, risponde il dott. Pennacchioni.

Ne deduciamo che per i ragazzi il ruolo del dottore si evolve forzatamente, in molti casi, addirittura in quello sostitutivo dei genitori: è lui che fornisce consigli su questioni niente affatto eccezionali, questioni di vita quotidiana. Alcuni esempi?  Un’incomprensione coi professori che può essere sfociata in una sospensione; una difficoltà di apprendimento; tensioni in classe; una lite in famiglia; come comportarsi nell’approcciare una ragazza. Incontri che hanno quindi il sapore di una discussione a tavola con i genitori quando si è tornati a casa da scuola. Laddove a tavola i ragazzi non parlano con le rispettive famiglie, perché i genitori sono al lavoro o ci sono di mezzo la televisione, lo smartphone, o qualche problematica più impegnativa. Insomma, uno piscologo, per quanto bravo e animato da gran passione professionale, non può certo svolgere un ruolo di supplenza della famiglia, i genitori dovrebbero essere più presenti nel dialogo coi figli e collaborare con lui nei  molti casi in cui ciò si rivela necessario.

In un periodo storico in cui è sempre più evidente quello che lo psicoanalista Massimo Recalcati definisce “l’evaporazione del padre”, risulta evidente la necessità non solo di mantenere questo tipo di servizio per le famiglie, gli studenti e i docenti, ma di potenziarlo, al fine di fornire degli strumenti psicologici utili per vivere in quella che Z. Bauman chiama “l’epoca della liquidità”.

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