La posta del sé/se

I genitori devono sapere ?

3 Mar , 2016  

Cara Silvia,

sono diventata mamma credendo di poter così mettere un tassello in un futuro mondo migliore. Forse da giovane ero presuntuosa, oppure solo ottimista. Ora mi trovo a dover fare tutti i giorni i conti con le difficoltà dell’educare: quanta libertà devo lasciare? Non devo forse decidere io il percorso che mio figlio deve fare, visto che ne sono responsabile in qualità di genitore?

Ieri parlavo con una cara amica che mi diceva che lei, per esempio, si è fatta dare la password dalla figlia tredicenne per poter dare un’occhiata alle conversazioni che fa con le persone che la contattano al cellulare. Perché, certo, diceva, noi genitori dobbiamo sapere, altrimenti se succede che i nostri figli vengono adescati da adulti disturbati, è solo colpa nostra.

A me, però, non va di sbirciare nella vita di mia figlia. Lo so che le chat possono essere aperte a balordi di passaggio, ma voglio anche potermi fidare. O questo significa disinteresse?

A me, da bambina, hanno letto il diario personale che tenevo nel cassetto del comodino perché mi fidavo e non avrei mai pensato che i miei avrebbero osato varcare la soglia della mia intimità. Eppure è successo e non è stato piacevole: si è come rotto qualcosa. Ora sono io ad essere mamma e ricordo questa esperienza con tristezza.

Cosa mi consigli?     

Marina

Cara Marina,

la responsabilità verso i figli nel ruolo genitoriale non può negare la libertà dei figli, né si può pretendere che gli stessi non facciano errori.

Per quanto riguarda lo “sbirciare” le attività dei figli sui social sarebbe  utile. Tuttavia, per i ragazzi è facilissimo aggirare eventuali controlli (ad esempio creando un nuovo account e mantenendo quello vecchio).

Se i figli hanno veri valori e un po’ di intelligenza, sapranno evitare certi pericoli  ma, magari, sarebbe utile parlarne e cercare di farsi dire le cose invece che spiarle. Ciò non significa assolutamente disinteressarsi, anzi potresti tu stessa parlare a tua figlia di situazioni   strane o potenzialmente pericolose  per poi discuterne insieme.

Anch’io avevo un diario, anzi cento, e non l’ho mai nascosto: sono certa che i miei genitori l’abbiano letto ma, sia io che loro, abbiamo sempre fatto finta di niente. Credo sia normale che un genitore non resista a leggere il diario del proprio figlio perché, come tutti i genitori, ha paura che si metta in situazioni sbagliate, ha paura di milioni di altre cose e spera che, leggendolo, non vi trovi nulla di preoccupante, e possa sentirsi rincuorato.

Capisco la tua delusione quando ricordi la violazione della privacy del tuo diario personale, ma i genitori sono pur sempre genitori e, in quanto tali, preoccupati costantemente per i figli.

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