Oltre Confine

Ragazzi in cerca di guai

7 Apr , 2016  

Ancona. Qual è il Dna delle baby gang che negli ultimi anni fanno tremare il centro della nostra città?

Ragazzi tra i 14 e i 18 anni, quasi tutti italiani, ben vestiti, alla moda, felpe con cappuccio calato in testa, così come le ragazze: abbigliamento casual!

Ecco il ritratto di quelli che si ritrovano e popolano piazza Pertini e che spesso da lì si spostano nelle zone di Capodimonte. Gruppo di minorenni, molti di quali stranieri, in modo particolare sudamericani a giudicare dalle urla in spagnolo che riecheggiano lungo la scalinata in via Goito, dove da un po’ di tempo una baby gang ha colonizzato un parchetto chiuso tra i condomini, che è diventato un punto di ritrovo.

Ragazzi annoiati che non trovano di meglio da fare che attaccarsi a bottiglie di vodka, whisky, vino e birra, a giudicare da quello che ogni mattina i residenti della zona sono costretti a rimuovere dal luogo: una pulizia “fai da te”, non sempre facile da attuare perché questi ragazzi in preda ai fumi dell’alcool si divertono a lanciare le bottiglie di vetro in mezzo alla strada. Ragazzi che la polizia ha arrestato nella zona di Santo Stefano, la cui banda è stata soprannominata “sputa palline”.

Una baby gang di ragazzi che spacciano droga e che, per occultarla, la confezionano in palline di cellophane, che tengono in bocca e che ingeriscono se la polizia li perquisisce.

Queste frequentazioni comportano un forte degrado in queste zone, ed oltre allo sporco, non mancano neanche gli atti vandalici ed intimidatori nei confronti di chi ci abita e cerca di fermare o di richiamare all’ordine questi ragazzini.

Ci sono casi di macchine rigate, vetri infranti, imbrattamento di muri e chiaramente grida e urla volgari rivolte a chi cerca di difendere la tranquillità del proprio quartiere. Mi chiedo: ma è solo la noia a scatenare questi comportamenti?

La noia fa parte dell’adolescenza, ma è questo il modo per “ammazzarla”?

Credo invece che siano ragazzi confusi, perduti e immaturi, che credono di trovare nell’alcool, droghe e soprattutto nel “branco” una forza ed un coraggio che mascherano con atteggiamenti aggressivi e atti vandalici che sicuramente non aiutano a crescere.

Già…solo una maschera…come diceva Pirandello: ”si adotta una maschera per essere accettati dagli altri”!

Noemi Gacchetti IVH

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