Oltre Confine

Uomini in scarpe rosse

14 Apr , 2021  

Durante la pandemia, la violenza sulle donne e i femminicidi sono cresciuti del 20% perché è difficile chiedere aiuto  se si è costretti in casa per l’emergenza COVID-19.

Dai dati forniti dall’ISTAT  di tutte le  111 donne uccise nel 2019, l’88,3% è stata uccisa da una persona conosciuta.

In particolare il 49,5% dei casi dal partner attuale, corrispondente a 55 donne, l’11,7%, dal partner precedente, pari a 13 donne, nel 22,5% dei casi (25 donne) da un familiare (inclusi i figli e i genitori) e nel 4,5% dei casi da un’altra persona che conosceva (amici, colleghi, ecc.) (5 donne).

Per oltre la metà dei casi le donne sono state uccise dal partner attuale o dal precedente e in misura maggiore rispetto agli anni precedenti: il 61,3% delle donne uccise nel 2019, il 54,9% nel 2018 e il 54,7% nel 2014.

Durante l’anno ci sono continue manifestazioni per mantenere alta l’attenzione al problema, il 25 novembre in particolare é la giornata contro la violenza sulle donne. In genere a scendere in piazza sono le donne. Quest’anno il 27 febbraio grazie a Paolo Zanone,  il direttore artistico della compagnia Teatrando a Biella, una bella sorpresa è avvenuta.  Paolo Zanone ha organizzato un flash mob che ha  chiamato “Uomini in scarpe rosse”.  In un’intervista al giornale ONDA NEWS  ha raccontato  che questa iniziativa è nata per caso dopo aver sentito al TG per l’ennesima volta di  una donna uccisa. All’appello di Zanone hanno risposto 26 uomini; gli attori  della sua Compagnia,  a cui si sono uniti numerosi cittadini. Sono partiti dalla sede della compagnia  in fila indiana e sono arrivati fino alla piazza del comune  dove hanno trovato ad accoglierli  associazioni di Donne del territorio.

Il  dress-code  scelto da Zanzone  doveva renderli molto visibili, quasi uomini d’affari, con cappello, abito spezzato, camicia bianca e cravatta. Tutti rigorosamente con scarpe e mascherine rosse e con dei cartelli sottobraccio come una 24 ore che andavano scoperti solo nel momento effettivo del flash mob in piazza.  Avevano bisogno di un’azione in movimento che in qualche modo facesse avvertire a tutti gli uomini che incontravano la presenza di qualcuno che li stava osservando e giudicando. Zanzone ha detto a tutti “ non disperdetevi, non fate altro se non guardare gli occhi degli altri uomini che incrociate” perché il disagio che crea un uomo che ti guarda se ripetuto 26 volte ti fa quanto meno porre un interrogativo e la domanda che loro volevano far porre con gli occhi era “Che cosa stai facendo tu ?”

Il colore rosso e in particolare le scarpe rosse sono i simboli scelti per le giornate contro la violenza donne, ma da dove vengono ?

Il 25 novembre del 1960, tre attiviste politiche nella Repubblica Dominicana (le sorelle Mirabal) furono uccise sotto l’ordine del dittatore Rafael Leónidas Trujillo. Quel giorno, stavano andando a far visita ai mariti in prigione, quando sono state bloccate dagli ufficiali dei servizi segreti militari, portate in un luogo nascosto nelle vicinanze, violentate, torturate, massacrate con bastoni e strangolate, e poi gettate sulla scogliera in macchina per simulare un incidente. 21  anni dopo, nel 1981, alla prima conferenza femminista latinoamericana e caraibica tenutasi a Bogotá, in Colombia, si decise di celebrare il 25 novembre come Giornata internazionale della violenza contro le donne proprio in memoria delle sorelle Mirabal. Degli artisti messicani nel 2009, per  ricordare tutte le donne rapite, violentate e uccise hanno abbandonato delle scarpe rosse nella piazza  nel consolato messicano e da allora le scarpe rosse sono uno dei segni più comunemente usati per denunciare la violenza contro le donne e sensibilizzare l’opinione pubblica su questo problema.

Da allora, manifestazioni in tutta Italia  che cercano di mantenere  viva l’attenzione verso il problema utilizzano le scarpe rosse come simbolo! 

 

Manal Ayar e Lucia Guarini

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