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Scoprire chi siamo attraverso i libri

15 Mag , 2021  

La letteratura classica è importante perché ci apre a mondi diversi, ed essendo i classici generalmente basati su fatti realmente accaduti, fornisce conoscenze storiche. Leggere questo genere di letteratura arricchisce il nostro vocabolario e le nostre conoscenze riguardo gli usi e i costumi di epoche diverse dalla nostra.

 «I classici sono quei libri di cui si sente dire di solito: “Sto rileggendo…” e mai “Sto leggendo…”» Italo Calvino

Italo Calvino nel 1991 scrisse “un classico è come un diamante, è per sempre e persiste nel rumore di fondo”.

I classici fanno parte della cultura italiana, conoscerli aiuta a comprendere meglio la nostra lingua. Come disse Woody Allen in merito a Dostoevskij, sono “un pasto completo”, una base da cui iniziare. Leggerli aiuta a comprendere la realtà, molte espressioni dei campi lavorativi fanno parte dei classici, il mondo è fondato su di essi; tutti conosciamo l’ira funesta di Achille, le sirene di Ulisse, nel mezzo del cammin di nostra vita, muore Sansone con tutti i filistei, sempre caro mi fu quest’ermo colle, il complesso di Edipo…

Calvino prosegue dicendo: “il massimo rendimento della lettura dei classici si ha da parte di chi ad essa sa alternare con sapiente dosaggio la lettura d’attualità”.

Non è difficile, trovare sé stessi e il presente che si sta vivendo all’interno di un libro: nell’umanità dei romanzi di Tolstoj, nelle eroine di Jane Austen, nei personaggi di Gabriel García Márquez o nella coscienza di Virginia Woolf. È questa la magia dei classici della letteratura: storie e persone che ricalcano un archetipo sempre valido.

La potenza dei classici è quella di rivelarsi sempre diversi ed efficaci per ogni età; ritornare su un libro letto nell’adolescenza ci potrà fornire nuovi spunti di riflessioni, dettagli e risposte, che nel passato non avremmo potuto far emergere perché il  nostro vissuto è cambiato.

Perché leggere i classici, due delle motivazioni più famose di Italo Calvino:

6- il classico è un libro che non ha mai finito di dire quel che ha da dire

7- i classici sono quei libri che ci arrivano portando su di se la traccia delle letture che hanno preceduto la nostra e dietro di se la traccia che hanno lasciato nella cultura o nelle culture che hanno attraversato.

Non necessariamente un libro classico ci insegna qualcosa che non sapevamo; alle volte vi scopriamo qualcosa che avevamo sempre saputo. Leggere i classici sembra inoltre in contraddizione col nostro ritmo di vita, che non conosce i tempi lunghi e il respiro dell’ozio umanistico.

Ma le cose che la lettura  può ricercare e inseguire sono insostituibili: può insegnarci il modo di guardare il prossimo e noi  stessi, permetterci di porre in relazione fatti personali e fatti generali, attribuire valore a piccole o grandi cose,  considerare i propri limiti e i propri vizi, trovare le “proporzioni” della vita, la sua forza, il suo ritmo e formare il nostro  modo di pensare.

I libri possono insegnarci la durezza, la pietà, la tristezza, l’ironia, l’umorismo, insomma possono insegnarci a vivere.

I classici servono a capire chi siamo e dove siamo arrivati.

 

di Greta Pasquinelli

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