Lavagne e Corridoi

Una Bepo per amica di scuola

22 Apr , 2015  

PH: Alessandro Della Corte

PH: Alessandro Della Corte

Vi sarete certamente chiesti che cos’è o chi è Bepo, di cui ormai da tre anni si legge negli avvisi in bacheca a scuola e di cui si sente parlare come se fosse una creatura venuta dal cielo pronta a salvarci, o come se si trattasse di un alunno un po’ speciale che si è iscritto tardi e non gli hanno ancora trovato la classe. Per saperne di più siamo andati a intervistare il prof. Sergio Pino, ex-presidente di quella che abbiano scoperto essere una associazione di insegnanti.

Il professore ci ha spiegato che Bepo nasce nel 2012 da un gruppo di docenti molto motivati nel loro lavoro, che si erano proposti il compito di alleviare alcune situazioni di disagio di varia natura che si stavano creando all’interno del nostro istituto. Non a caso l’acronimo Bepo sta per “Benessere Podesti Onesti”. E si riferisce ad un benessere favorito da piccoli interventi di natura economica; da atti spontanei di solidarietà; da interventi a sostegno di situazioni di emergenza e di accoglienza per alunni con difficoltà già esistenziali. Bepo nasce dentro l’istituto, ma è anche rivolto all’esterno. Si propone infatti anche di creare spazi d’incontro aperti alla cittadinanza e soprattutto di indirizzare gli studenti verso una realtà lavorativa soddisfacente. Le iniziative più note “targate” Bepo? La festa di fine anno; il “baratto-libriamo”, cioè lo scambio di libri fra gli studenti della scuola; i due Capodanno trascorsi in allegria proprio al “Podesti-Onesti”; un laboratorio per il riconoscimento e l’uso di erbe spontanee.

Bepo rappresenta la cooperazione tra persone che amano il loro lavoro. E ricorda ogni giorno che, soprattutto negli ambienti educativi, il lavoro deve essere collettivo e condiviso, senza protagonismi narcisistici.

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