Oltre Confine

Dai banchi di scuola al Banco Alimentare Il Podesti si fa veicolo di umanità

23 Dic , 2015  

“La fame oggi ha assunto le dimensioni di un vero scandalo che minaccia la vita e la dignità di tante persone. Ogni giorno dobbiamo confrontarci con questa ingiustizia, non possiamo compiere un miracolo come ha fatto Gesù. Tuttavia possiamo fare qualcosa, di fronte all’emergenza della fame, qualcosa di umile, e che ha anche la forza di un miracolo. Prima di tutto possiamo educarci all’umanità, a riconoscere l’umanità presente in ogni persona bisognosa di tutto. Continuate con fiducia questa opera attuando la cultura dell’incontro e della condivisione.”
Con queste parole pronunciate da papa Francesco si è conclusa sabato 28 novembre la giornata nazionale della COLLETTA ALIMENTARE, organizzata ogni anno dalla fondazione Banco Alimentare Onlus in tutti i supermercati d’Italia ed arrivata alla 19^ edizione.
BANCO 2
Nonostante siano passati ormai quasi due decenni da quando è nata questa iniziativa, molte sono ancora le persone che ne ignorano la struttura e le finalità: le attività di raccolta di derrate alimentari ancora commestibili ma non più commercializzabili che la fondazione opera quotidianamente si arricchiscono ogni anno, l’ultimo sabato di novembre, della collaborazione di quanti, facendo spesa al supermercato, decidono di donare generi alimentari a lunga conservazione (biscotti, riso, pasta, latte, cibo in scatola…) che saranno ridistribuiti poi a enti benefici, case alloggio, comunità, gruppi Caritas e altri operatori sociali.

Noi ragazze del Podesti (5^H sede di Chiaravalle) abbiamo accolto con entusiasmo la proposta della nostra professoressa di Igiene (A.Petrina) e ci siamo messe in gioco dando il nostro contributo a questa nobile iniziativa.
All’inizio non sapevamo che cosa aspettarci, era un’esperienza nuova per tutte, emozionante ma anche densa di timori: come ci saremmo relazionate con le persone? Come avremmo superato l’imbarazzo di parlare di qualcosa che conoscevamo appena? Eppure ci sentivamo forti del fatto che sapevamo di lavorare per una buona causa e che sicuramente avremmo trascorso un sabato diverso da tutti gli altri.
In effetti la paura si è presto dileguata e, una volta arrivate nei supermercati a noi assegnati, l’accoglienza delle nostre responsabili ci ha messo subito a nostro agio. Abbiamo avuto la sensazione di vivere un’esperienza molto importante e ricca di significato e conoscere nuove persone, spiegare loro che cosa stessimo proponendo, essere ascoltate da alcuni e ignorate da altri, ascoltare a nostra volta le storie di vita di chi si fermava soprattutto per raccontare ci ha fatto sentire improvvisamente più mature ed orgogliose.

La cosa davvero bella è stata poi vedere e sapere persone di diverse culture unite per aiutare chi ha più bisogno senza discriminazioni perché, è vero, basta davvero poco per far tornare il sorriso per un istante sul volto e nel cuore degli altri… e di noi stessi.
Chiara Barchiesi 5^H

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